Aumento dei prezzi, a chi denunciare?
Se il consumatore si accorge di un aumento ingiustificato dei prezzi può segnalarlo a Mr Prezzi, l’Autorità che ha il compito specifico di contrastare le speculazioni, ma anche allo sportello dell’Autorità Antitrust (sul loro sito agcm.it è disponibile un modulo). E’, infatti, scorretta la pratica di sfruttare indebitamente il condizionamento derivante dalla paura di un escalation del conflitto e delle possibili conseguenze sulle importazioni dalla Russia (che comporterebbero ulteriori futuri rincari), per vendere a prezzi non giustificati da costi, in tal modo inducendo i consumatori ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti preso, quella appunto di rifornirsi anche da chi ha praticato rialzi anomali. Tuttavia è bene ricordare che purtroppo la mancanza di una definizione di prezzo anomalo rende necessario dimostrare che anche l’indebito condizionamento economico del consumatore. Intanto la cosa migliore è non acquistare i beni rincarati e provare a cambiare:- marca
- supermercato
- esercizio (negozi, discount, mercati, supermercati, on line)
Come si riconosce un prezzo speculativo?
Oggi ci sono limiti stringenti a vendere sottocosto, ma nessun tetto a rincari anche se abnormi o eccezionali. Nemmeno in piena pandemia, contro le migliaia di speculazioni sui prezzi delle mascherine o sui gel disinfettanti, nonostante si sfruttasse la paura del contagio, si è riusciti a intervenire, mancando in Italia, come detto, una definizione di “prezzo anomalo”. L’Antitrust è intervenuta con un unico provvedimento a carico di un singolo farmacista che aveva fatto un ricarico pari al 148,8%, considerando un indebito condizionamento del consumatore approfittare del timore del contagio per alzare i prezzi (Provvedimento n. 29636, Bollettino n. 18 del 3/5/2021). Da allora, però, nonostante le nostre denunce, la stessa Autorità si è subito “arresa”, archiviando tutte le altre segnalazioni sugli aumenti di beni di prima necessità durante le prime fasi del lockdown (Bollettino n. 26 del 28/06/2021). Insomma, con l’attuale contesto normativo, in Italia, le istituzioni di controllo non sono in grado di impedire speculazioni dovute a ricarichi eccessivi e anomali, nemmeno durante un’emergenza come la pandemia. Per questo, anche recentemente, nel corso della nostra audizione in Senato sul “DDL Concorrenza” abbiamo insistito perché sua la legge a fissare criteri in modo che, oltre una certa percentuale di ricarico, osservata in concomitanza di particolari eventi, come ad esempio scioperi dei trasporti, maltempo o conflitti, si possa realmente intervenire sanzionando gli aumenti speculativi come pratica commerciale scorretta.Ci aspettano ulteriori aumenti dei prezzi?
La riduzione dell’offerta di alcune specifiche materie prime per le quali era alto l’import da Russia e Ucraina potrebbe determinare degli aumenti solo se l’Italia non saprà rivolgersi in tempo ad altri Paesi aumentando l’import da questi. Siano chiare, comunque tre cose:- qualunque aumento attribuito oggi alla guerra è falso e nasconde solo una speculazione. Da qui la nostra denuncia alla Procura e all’Autorità Antitrust contro gli speculatori.
- prima che i problemi dal lato dell’offerta si trasferiscano sul prezzo finale serve tempo. Ad esempio i cattivi raccolti del grano duro in Canada (denunciato dall’Ismea in agosto) ha avuto ripercussioni graduali sulla pasta che progressivamente hanno portato a febbraio, dopo ben 6 mesi, a un rialzo del 14,6%.
- la materia prima incide solo in minima parte sul prezzo del bene finale. Ad esempio il grano tenero incide solo per il 10% sul prezzo finale del pane: quindi se anche grano tenero salisse del 50%, il pane dovrebbe aumentare solo del 5%.
Data: 23 marzo 2022