Affari Tuoi sotto la lente: la nostra battaglia per la trasparenza

Simona Volpe
1 Aprile 2025
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La questione “Affari Tuoi” torna prepotentemente d’attualità. Il popolare programma di Rai Uno è finito nuovamente nel mirino di “Striscia la Notizia”, che ha riacceso i riflettori su alcune presunte irregolarità nel meccanismo del gioco dei “pacchi”.

Una storia che si ripete

Non è la prima volta che l’Unione Nazionale Consumatori, solleva dubbi sulla trasparenza di “Affari Tuoi”.

Era il 2004 quando per la prima volta il Presidente Massimiliano Dona è stato chiamato in trasmissione per rappresentare i telespettatori; dopo qualche anno, nella stagione 2008-2009, ha scoperto che qualcosa non tornava nell’assegnazione dei pacchi e per questo motivo ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Quanto scoperto dall’avvocato Dona è raccontato nel sul libro: “Affari loro” (Minerva Edizioni, 2010).

Ma vediamo in breve cosa si contesta al programma di Raiuno.

Le tre criticità fondamentali

Sono tre gli elementi particolarmente problematici che abbiamo evidenziato più volte:

  1. Disparità di forza tra “Dottore” e concorrenti: prima della trasmissione, i concorrenti vengono sottoposti a un’intervista approfondita durante la quale rivelano dettagli personali, incluse le loro esigenze economiche. Queste informazioni vengono poi utilizzate dal “Dottore” per formulare offerte strategiche, creando uno squilibrio evidente.
  2. Manipolazione tramite “numeri fortunati”: durante la stessa intervista pre-gioco, agli aspiranti vincitori viene chiesto di indicare i loro numeri fortunati. Questa informazione potrebbe facilmente essere utilizzata per prevedere quali pacchi il concorrente terrà fino alla fine, permettendo in astratto la possibilità di abbinare a quei pacchi i premi maggiori in modo da garantire tensione fino all’ultimo momento.
  3. Mancanza di trasparenza nella fase cruciale: la stanza dove avvengono gli abbinamenti tra pacchi e premi è sempre stata zona off-limits, anche quando il nostro presidente Dona fu invitato dalla stessa Rai come garante della regolarità del gioco. Una circostanza che solleva legittime perplessità su come siano abbinati ai pacchi.

I riscontri giudiziari ci danno ragione

È importante sottolineare che non siamo i soli a nutrire dubbi. Già nel dicembre 2010, il Giudice per le Indagini Preliminari di Roma, pur archiviando la nostra denuncia, aveva evidenziato “i difetti del gioco”, affermando che “il gioco per garantire vera e certa trasparenza avrebbe dovuto avere ben altre modalità di svolgimento nella fase di abbinamento dei premi ai pacchi e di ingresso dei pacchi nello studio”.

Più recentemente, in risposta alla querela presentata dal notaio Luigi Pocaterra contro Striscia la Notizia e il libro-inchiesta “Affari loro”, il Pubblico Ministero ha respinto la richiesta affermando che “si può agevolmente ritenere che quel procedimento, seppur archiviato, abbia evidenziato che, per un certo periodo di tempo, i concorrenti più accorti siano stati messi in grado di individuare i pacchi contenenti i premi più ricchi e che, pertanto il gioco sia risultato assolutamente scorretto”.

Affari tuoi, oggi

E oggi? La Rai continua a sostenere che le irregolarità sono state rimosse e che oggi le procedure sono diverse da quelle da noi denunciate.

Come Unione Nazionale Consumatori, non partecipando più al programma, non abbiamo prove per contestare questa versione.

Ci auguriamo, però, che sia garantita la trasparenza, a beneficio non solo dei telespettatori, ma degli ignari concorrenti, penalizzati da una disparità di trattamento, se si dimostrasse che in ogni puntata, c’è una cifra prestabilita (come anche confermato dall’ex conduttore del programma Max Giusti, che in una recente intervista ha rivelato che “ai suoi tempi il budget stabilito per puntata era di circa 33 mila euro”.

“Se c’è un budget da rispettare -afferma Dona- non c’è parità di trattamento tra tutti i concorrenti. Perché gli autori, dopo un tot di puntate vincenti, potrebbero decidere di far giocare delle partite nelle quali non si vince, proprio per rimanere nel budget prestabilito. Ma se così fosse, questi meccanismi andrebbero esplicitati nel regolamento: andrebbe scritto che il gioco non è legato alla fortuna, ma che c’è un budget da rispettare, che ci saranno quindi delle puntate nelle quali si vince e altre in cui non è possibile vincere. Il tutto per evitare che ci siano concorrenti di serie A e altri di serie B”.

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